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  • Stefano Rabitti

Probiotici, prebiotici, fermenti lattici: quali sono le differenze?

Aggiornato il: apr 18

Il mercato dei farmaci da banco e' invaso da decine di prodotti gergalmente definiti come "fermenti". Quali sono le differenze? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.




Negli ultimi anni il mercato dei farmaci da banco è stato letteralmente invaso da decine e decine di prodotti definiti nel linguaggio comune come fermenti, probiotici, prebiotici..

Ma sono tutti la sessa cosa? Questi termini sono sinonimi?


La risposta è No.


Facciamo prima un passo indietro.

Numerose ricerche scientifiche internazionali hanno evidenziato l'importanza e la centralità del Microbiota intestinale non solo nel mantenimento della salute dell'apparato digerente ma anche nel possibile sviluppo, in caso di alterazione (disbiosi), di patologie infiammatorie, croniche, neuro-degenerative, autoimmuni e perfino tumorali.


Come è noto infatti, il Microbiota intestinale è un vero proprio "apparato" composto da oltre 100.000 miliardi di batteri (ma anche da miceti, protozoi, parassiti e virus) che prendono parte attiva e centrale alla fisiologia e fisiopatologia dell'organismo umano interagendo con il sistema immunitario dell'ospite, proteggendoci dai micro-organismi patogeni (l'importanza del Microbiota è riportata anche in corso di infezione da Coronavirus), provvedendo all'integrità della barriera intestinale ed intervenendo in svariati processi chimici e neuroendocrino-metabolici come la sintesi di vitamine, il metabolismo degli acidi grassi e biliari, la fermentazione dei carboidrati ecc.

Per approfondimenti sul Microbiota intestinale clicca qui


Grande interesse scientifico e farmaceutico è stato pertanto rivolto allo studio del Microbiota intestinale ed alla produzione di prodotti in grado di poterlo modulare con beneficio.

Sul mercato sono comparsi numerosi prodotti con differenti denominazioni, vediamone dunque in dettaglio le varie caratteristiche.


Le Linee guida ministeriali definiscono:


- Probiotici: "Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo".

Nel probiotico devono essere contenuti microrganismi probiotici vivi e attivi, in numero sufficientemente elevato in grado di raggiungere l'intestino, moltiplicarsi ed esercitare un'azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di integratori in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell'organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.


- Prebiotici: La definizione di prebiotico è riservata alle sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l'attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.


- Fermenti lattici: il termine fermento lattico non si riferisce ad una classificazione tassonomica ma semplicemente alla capacità di specifici microrganismi di fermentare il lattosio producendo acido lattico. I fermenti lattici spesso non sopravvivono al passaggio in stomaco ed in genere non vengono forniti dati né sulla quantità, né sul dosaggio, né sulla capacità di raggiungere vivi l'intestino e il colon.


- Fermenti lattici tindalizzati: Per tindalizzazione si intende che i microrganismi sono stati sottoposti ad una serie di trattamenti termici che hanno influito sulla vitalità degli stessi (fondamentalmente sono microrganismi morti).


I fermenti lattici e i tindalizzati NON possono dunque essere definiti come probiotici in quanto non possiedono la certezza di numerosità, capacità di colonizzazione intestinale ed efficacia che è prerogativa dei probiotici per definizione.



Come riconoscere un vero probiotico?


L' Etichetta è la carta d’identità di un integratore alimentare contenente probiotici.


La normativa ministeriale, armonizzata con quella europea, prevedere che il produttore riporti in etichetta:

- corretta descrizione del microrganismo indicando genere, specie e ceppo di ogni probiotico presente nel prodotto, in accordo con le nomenclature tassonomiche internazionalmente riconosciute (es. genere =Lacctobacillus; specie = L. reuteri; ceppo = ATCC 55730)

- numero minimo di cellule vitali di ogni ceppo probiotico al termine della durata di conservazione (shelf-life). La quantità minima per ottenere una colonizzazione temporanea di un ceppo batterico è di almeno 1.000.000.000 di cellule vive per giorno.

- dosi consigliate relative alle indicazioni d’uso

- indicazione d’uso (es. «Favorisce l’equilibrio della flora intestinale»)

- modalità di conservazione

- contatti dell'azienda produttrice per l’informazione del consumatore



Quali probiotici scegliere e quando?


Come abbiamo visto il Microbiota intestinale è oggetto di grande interesse scientifico e numerose ricerche sono state effettuate, tuttavia molteplici aspetti di questo magnifico apparato rimangono ancora oggi non del tutto chiariti.


Nonostante il nostro Microbiota intestinale sia composto da miliardi di batteri appartenenti ad oltre 500 differenti specie, solamente poche species sono disponibili nelle formulazioni in commercio (alcuni tipi di lattobacilli e bifidobatteri, E. coli, streptococchi..) a cui si aggiungono alcuni mix di probiotici che includono anche lieviti e miceti come Saccharomyces.


La composizione del Microbiota intestinale tuttavia non è uguale per tutti. Ognuno di noi possiede infatti una propria composizione di microrganismi che è peculiare essendo il risultato di numerosi fattori che intervengono nel corso della nostra vita (vedi approfondimento). Questo significa anche che il nostro stesso Microbiota può subire variazioni significative nel tempo.


Studi clinici e ricerche scientifiche hanno dimostrato l'efficacia di differenti formulazioni probiotiche nel trattamento di patologie gastro-intestinali ed extra-intestinali.

Ad esempio composizioni di lattobacilli e bifidobatteri si sono mostrate utili in casi di diarrea, intestino irritabile o per prevenire effetti collaterali in corso di antibioticoterapie. Studi su topi hanno dimostrato effetti benefici dei bifidobatteri sulla steatosi epatica e obesità. Lattobacilli ed E. coli si sono dimostrati d'aiuto in alcuni casi di malattia diverticolare o malattie infiammatorie croniche intestinali.

Ulteriori studi hanno evidenziato i possibili effetti benefici di supplementazioni con mix di probiotici o/o miceti nel trattamento di cistiti, patologie autoimmuni, dermatologiche, sindromi ansioso-depressive ed in altri casi ancora.


In conclusione, diverse formulazioni probiotiche hanno mostrato poter avere effetti benefici sulla Salute.


Tuttavia, la complessità ed importanza del Microbiota intestinale, la peculiarità della sua composizione che, come abbiamo visto, è differente per ognuno di noi e la numerosità delle formulazioni in commercio, rende la scelta di quando e quale prebiotico, probiotico e/o mix di probiotici utilizzare non sempre semplice.


Appare dunque preferibile rivolgersi allo specialista gastroenterologo di riferimento evitando l'automedicamento.



Ulteriori approfondimenti in gastroenterologia



Fonti:

Azad MAK, Sarker M, Li T, Yin J. Probiotic Species in the Modulation of Gut Microbiota: An Overview. Biomed Res Int. 2018 May 8;2018:9478630. doi: 10.1155/2018/9478630. PMID: 29854813; PMCID: PMC5964481.