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  • Stefano Rabitti

Colonscopia, colonscopia virtuale, videocapsula. Quali sono le differenze?

Aggiornato il: apr 18




L'intestino crasso (genericamente definito come colon) è l'ultimo tratto del tubo digerente ed ha una lunghezza variabile tra 100-200 cm (mediamente misura 120-170 cm).

E' anatomicamente suddiviso in: cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigma e retto.



Numerose sono le patologie che possono interessare il colon.


Semplificando, alcune patologie possono essere definite di tipo organico (sostenute da lesioni identificabili con le metodiche diagnostiche di tipo strumentale) ed altre definite di tipo funzionale (ovvero sostenute da alterazioni non identificabili con diagnostica strumentale).


Alcuni esempi di principali patologie che coinvolgono il colon sono:


Tipo organico:


- Polipi del colon

- Tumore del colon

- Malattie infiammatorie croniche intestinali (Rettocolite ulcerosa, Morbo di Crohn)

- Malattia diverticolare (Diverticolosi, diverticolite, colite segmentaria associata ai diverticoli)

- Colite microscopica

- Angiodisplasie del colon



Tipo funzionale:


- Sindrome del colon irritabile (comprendendo anche meteorismo, gonfiore addominale, dolore addominale, meteorismo ecc.)

- Stipsi funzionale

- Diarrea funzionale

- Disbiosi



Esistono diverse tipologie di indagini strumentali che permettono di valutare la salute del colon.



COLONSCOPIA


La colonscopia (sinonimi: rettocolonscopia, pancolonscopia, colonscopia con endoscopio flessibile) è una metodica strumentale diagnostico-terapeutica afferente alla branca dell'endoscopia digestiva.

La colonscopia è la regina delle metodiche strumentali in grado di studiare il colon, in quanto è l'unica che permette la visualizzazione diretta della mucosa dell'intero viscere, dal retto al cieco.

La colonscopia si avvale dell'utilizzo di un colonscopio (sonda flessibile dotata di telecamera manovrata dal medico gastroenterologo endoscopista) che permette di esplorare direttamente l'intero viscere.

Immagine di colonscopia


La colonscopia è l'unica metodica che permette la diretta visualizzazione della mucosa del colon in tempo reale.

Inoltre, è l'unica metodica che permette di effettuare in corso di indagine, tramite l'utilizzo di specifici device, eventuali biopsie (prelievi di mucosa colica che verranno poi analizzati al microscopio) ed interventi di asportazione endoscopica di lesioni coliche benigne, polipi, lesioni pre-tumorali e tumori in fase iniziale.


In aggiunta, se necessario la colonscopia può permettere anche di esplorare direttamente l'ultimo tratto di ileo terminale (colonscopia ileoscopia retrograda) cosi da poter escludere la presenza di alterazioni a carico della mucosa ileale.


La colonscopia risulta essere la metodica più accurata ed indicata per lo studio delle patologie del colon e la prevenzione del tumore del colon-retto.


In Italia il cancro del colon-retto è il tumore più diffuso, nel totale tra uomini e donne. Considerando separatamente i due sessi è il secondo più comune nelle donne ed il terzo nell'uomo.

Per questa ragione in Italia è attivo lo screening di prevenzione basato sul dosaggio del sangue occulto fecale (SOF) che viene effettuato tra i 50 e i 69 anni, ogni 2 anni.

In caso di positività, la metodica di approfondimento raccomandata è la colonscopia.





QUALE PREPARAZIONE RICHIEDE LA COLONSCOPIA?


Per effettuare la colonscopia è necessario effettuare una preparazione intestinale.

Il colon appare infatti normalmente occupato da materiale fecale che impedirebbe la completa visualizzazione della mucosa colica. E' pertanto necessario rispettare alcune regole per ottenere una corretta pulizia del colon.

Si consiglia di:

- seguire una dieta priva di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) per 3-5 giorni prima dell'indagine (in caso di stipsi cronica i giorni possono aumentare)

- osservare il digiuno il giorno stesso dell'indagine (consentita l'eventuale assunzione di liquidi chiari fino a 3 ore prima dell'indagine)

- assumere per via orale una preparazione intestinale in grado di svuotare l'intestino.


Esistono in commercio diverse tipologie di preparazioni intestinali, ognuna delle quali con caratteristiche e modalità di assunzione diverse.

Sarà cura del vostro medico specialista gastroenterologo di riferimento consigliarvi il prodotto più adatto al vostro caso e fornirvi le necessarie informazioni.


In casi selezionati per ovviare all'assunzione di preparazioni intestinali per via orale si può far ricorso alla colon wash (o idrocolon) (lavaggio intestinale indolore tramite irrigazione di acqua a pressione per via rettale).


Esiste infine un'indagine endoscopica che si limita all'esplorazione esclusiva dell'ultimo tratto del colon, la cosiddetta rettosigmoidoscopia (sinonimo: rettoscopia, sigmoidoscopia con endoscopio flessibile). Tale indagine è limitata allo studio del retto e del sigma e non necessita dell'assunzione di una preparazione intestinale per via orale (necessaria una preparazione con due clisteri evacuativi).


Essendo una metodica invasiva la colonscopia può essere effettuata con sedo-analgesia riducendo al minimo il possibile discomfort legato all'indagine. Il paziente potrà scegliere insieme al medico se effettuare l'indagine con o senza sedo-analgesia.



COLONSCOPIA VIRTUALE


La colonscopia virtuale (sinonimo: Colon TAC) è un'esame radiologico che esplora la mucosa del colon indirettamente tramite l'acquisizione di immagini radiologiche di tomografia assiale computerizzata.


Immagine di colonscopia virtuale



La colonscopia virtuale è dunque un'indagine minimamente invasiva che d'altra parte non permette la visualizzazione diretta della mucosa dell'intestino.

La colonscopia virtuale è in grado di evidenziare la presenza di diverticolosi o di lesioni organiche (polipi sessili) al di sopra della dimensione di 5 millimetri.

Non permettendo una visione diretta della mucosa del viscere, la colonscopia virtuale non sarà quindi in grado di evidenziare la presenza di lesioni al di sotto dei 5 millimetri, né di rilevare direttamente stati infiammatori della mucosa come ad esempio accade nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.

Inoltre, non consente di effettuare biopsie e/o interventi di asportazione endoscopica di lesioni coliche (in caso di reperimento sarà dunque comunque necessario successivamente effettuare un completamento con colonscopia).



QUALE PREPARAZIONE RICHIEDE LA COLONSCOPIA VIRTUALE?


La colonscopia virtuale richiede pressoché la medesima preparazione intestinale della colonscopia.


In aggiunta è necessario assumere il giorno precedente l'indagine un mezzo di contrasto per via orale (gastrografin ®).


Richiesti recenti esami ematici (dosaggio creatininemia e azotemia)




La colonscopia virtuale essendo una metodica strumentale di visualizzazione indiretta del colon presenta dunque dei limiti ed una minore accuratezza diagnostica rispetto alla colonscopia tradizionale.


La colonscopia virtuale può risultare utile in casi selezionati ad esempio quando sussistano controindicazioni all'esecuzione della colonscopia (es. importanti comorbidità del paziente, deficit severi della coagulazione pro-emorragici ecc.) o non sia possibile completare l'indagine colonscopica per fattori anatomici (es. sindrome aderenziale, dolicocolon) o patologici (es. diverticolosi severa, periviscerite, lesioni stenosanti, ecc.)




VIDEOCAPSULA ENDOSCOPICA


La videocapsula endoscopica è un esame diagnostico non invasivo di recente introduzione che consente l'esplorazione del tubo digerente tramite l'ingestione di una microcamera capace di acquisire immagini. Le immagini del tubo digerente acquisite vengono inviate ad un data recorder che il paziente dovrà portare con se per tutta la durata dell'indagine (mediamente 8 ore o meno in caso di espulsione).



QUALE PREPARAZIONE RICHIEDE LA VIDEOCAPSULA ENDOSCOPICA?


La preparazione per la videocapsula endoscopica è pressoché sovrapponibile alla preparazione per colonscopia.



QUALI SONO LE PRINCIPALI INDICAZIONI ALLA VIDEOCAPSULA ENDOSCOPICA?


La videocapsula endoscopica è un'indagine utile ad investigare l'intestino tenue (duodeno, digiuno, ileo), ossia quel tratto di intestino che non può essere raggiunto né con la colonscopia né con la gastroscopia.


Le principali indicazioni alla videocapsula sono:


- sanguinamento digestivo di origine oscura (ovvero in quei casi ove non sia possibile identificare l'origine di un sanguinamento gastrointestinale né con la gastroscopia né con la colonscopia)

- escludere lesioni tumorali dell'intestino tenue

- sospetto o noto Morbo di Crohn (in assenza di stenosi o fistole)

- sospetta enterite da FANS o radiazioni




QUALI SONO LE PRINCIPALI CONTROINDICAZIONI ALLA VIDEOCAPSULA ENDOSCOPICA?


- Disfagia/disturbi della deglutizione

- Presenza di lesioni stenosanti gastro-intestinali (o presenza di chirurgia addominale maggiore)

- Fistole

- Malattia diverticolare

- Pacemaker

- Gravidanza



In considerazione delle sue caratteristiche e della minore accuratezza nella visualizzazione del colon rispetto alle sopracitate metodologie diagnostiche strumentali (colonscopia e colonscopia virtuale) la videocapsula endoscopica ad oggi non appare indicata per lo studio del colon se non in casi selezionati.



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